Artista / Artist: Studio Tiziano Aspetti
Titolo / Title: Diana Cacciatrice / Diana the Huntress
Anno / Year: 1565-1607
Tecnica / Technique: Bronzo / Bronze
Dimensioni / Dimensions: Altezza / Height 32 cm (base esclusa / excluding base)
Proprietà / Ownership: Azioni Nuove srl (in precedenza Finarte) / Azioni Nuove srl (before Finarte)
Pezzo unico / Unique piece
Certificato d’autenticità / Certificate of authenticity: con / with NFT
Recensione critica / Critical Review
Tra le gemme più raffinate della nostra galleria, questa splendida statuetta in bronzo raffigurante Diana cacciatrice, alta circa 32 cm, rappresenta un esempio superbo della scultura veneziana tardo-manierista, riconducibile con sicurezza allo studio di Tiziano Aspetti (ca. 1565–1607), una delle figure più originali e ardite del panorama plastico italiano della seconda metà del Cinquecento.
L’opera, seppur di dimensioni contenute, sprigiona una potenza formale e simbolica assoluta. Diana, dea romana della caccia, è ritratta in una posa di elegante naturalezza, con un gesto lieve che accenna alla tensione di chi si prepara a tendere l’arco o a richiamare l’attenzione dei suoi cani. Il corpo nudo, ma casto, si slancia in un contrapposto fluido e studiato, eredità viva della tradizione michelangiolesca e della scuola fiorentina, ma filtrata attraverso la sensualità e la grazia tipiche della scultura veneziana.
Aspetti, allievo di Girolamo Campagna e attivo in una Venezia carica di fermento artistico, fu noto per la sua capacità di trasporre la pittura in scultura. Qui, la Diana sembra animarsi sotto i nostri occhi: i riccioli dei capelli, trattenuti da una piccola luna crescente (simbolo della divinità lunare), il piccolo cane ai piedi, la carnosa definizione delle cosce e dei glutei, sono segni di una mano che conosce il corpo, la luce e l’anatomia con profondissima padronanza.
La patina del bronzo, scura ma sfumata da toni caldi e bruni, accresce il fascino dell’opera, rivelando un lento gioco di luci sulle superfici levigate e su quelle più mosse. Ogni dettaglio — dal cinturone alla freccia, fino alla muscolatura appena accennata — mostra un equilibrio perfetto tra idealizzazione classica e osservazione naturalistica.
È raro incontrare una statuetta che, pur nelle sue dimensioni contenute, riesca a evocare con tanta potenza il mondo mitologico e a testimoniare, al tempo stesso, la cultura raffinata delle corti e dei collezionisti rinascimentali, dove simili bronzetti erano ricercatissimi, simbolo di cultura, potere e gusto.
Opera da collezione colta e selezionata, ideale per musei, collezionisti privati e istituzioni che intendano valorizzare l’eredità del tardo Rinascimento italiano. Una scultura raffinata, preziosa e pienamente rappresentativa dell’eleganza manierista dello studio di Aspetti.
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Among the finest gems of our gallery, this splendid bronze statuette of Diana the Huntress, approximately 32 cm high, stands as a superb example of late-Mannerist Venetian sculpture. It can be confidently attributed to the studio of Tiziano Aspetti (ca. 1565–1607), one of the most original and daring figures of Italian sculpture in the second half of the sixteenth century.
Though modest in size, the work radiates an extraordinary formal and symbolic power. Diana, the Roman goddess of the hunt, is portrayed in a pose of elegant naturalness, with a gentle gesture that suggests the tension of someone about to draw a bow or call upon her hounds. Her nude yet chaste body unfolds in a fluid and calculated contrapposto — a living legacy of Michelangelo and the Florentine school, but filtered through the sensuality and grace typical of Venetian sculpture.
Aspetti, a pupil of Girolamo Campagna and active in a Venice alive with artistic ferment, was renowned for his ability to translate painting into sculpture. Here, Diana seems to come alive before our eyes: her curled hair held back by a crescent moon (a symbol of her lunar divinity), the small dog at her feet, the full modeling of thighs and hips — all reveal the touch of a master deeply versed in the human body, in light, and in anatomical precision.
The bronze’s patina — dark yet warmed by subtle brown hues — enhances the charm of the piece, revealing a slow interplay of light across both polished and textured surfaces. Every detail — from the belt to the arrow, to the lightly defined musculature — displays a perfect balance between classical idealization and naturalistic observation.
It is rare to find a statuette that, despite its small scale, can so powerfully evoke the mythological world and simultaneously reflect the refined culture of Renaissance courts and collectors, where such bronzetti were highly coveted as symbols of intellect, status, and taste.
A cultured and discerning collector’s piece, ideal for museums, private collections, and institutions wishing to enhance the legacy of the Italian Late Renaissance. A refined, precious sculpture — a true expression of the Mannerist elegance of Aspetti’s studio.
📍 Attualmente esposta presso / Currently on display at: The Depot, Via Roma 15, Pantelleria
💰 Valutazione / Estimated value: €40.000